domenica 24 gennaio 2010

¿GRIMALDELLO ODIERNO [L'AVVIO DI UN DISCORSO] di Maruska Nesti?

Grazie al cielo ci hanno regalato Facebook, Tu Style, Novella 2000, le tendenze da seguire, Meeting, You Porn e l’oroscopo, altrimenti quanto tempo avremmo dovuto occupare col pensare!
Sudate anche voi nell'immaginare quella mole di tempo libero da riversare nelle strade e tra le genti per cambiare questo status quo fatto di solipsismi dietetici, razzismi viscerali, incomprensioni orgasmiche e grida dal basso di una società che, a stento, striscia per non impazzire nell’agonia di ogni, intimo e personale, sogno di benessere filantropico?
Perché quello che c’è ora nel mondo è un coacervo di smanie individuali, cattive idee volte alla salvezza del solo e unico dio rimasto, se’ stessi. Possibilmente con capelli appena tinti e gloss su labbra sensuali, petto depilato, un buono stipendio.
Facile impostare una realtà di questo tipo, ultimo baluardo difensivo per dire : “No, io non ne sono coinvolta!”.
Falso, io ci rientro a pieno. Al rogo l’ipocrisia da dementi.
Non so cosa vedete voi in televisione: un telegiornale al giorno, come un tè delle cinque, concedetevelo. Ne basta uno a caso, anche di quelli ritenuti imparziali. Il linguaggio è regredito ( la costruzione semantica, il lessico, e quelle altre amenità che danno respiro all’informazione), ve lo assicuro; le scalette delle notizie sono fatte con criteri discutibili da ogni sano di mente. Le bugie sono una polverina lieve e brillantinosa, uno scrivere il mondo come rimane comodo alla nazione di appartenenza. Tutte cose risapute .
Allora guardiamo le immagini che dialogano con un altro livello  di coscienza.
Guardate Haiti, ora. Non i bambini rubati dagli ospedali, non l’impegno nel salvare vite, corpi, anime, cervelli. Guardate con me le bande di Uomini con i bastoni che si fronteggiano e  picchiano, impazziti dalla paura di non avere più niente. Le mani sporche di terra, gli occhi fradici di fame, l’odore della morte, le polveri nel naso. L’essere completamente inutili alle famiglie e a se’ stessi. L’essere incapaci di auto-sostenersi e non sapere come gestire quella rabbia che anima i muscoli. Attendere che altri portino sacchi di riso, chili di zucchero e sigarette, senza poter dire l’unica cosa che in realtà si pensa: “ Non la voglio la tua carità, dammi casa tua!”
Questi sono fatti sociali e quegli Uomini, straziati da un’ emotività emergente in un dramma collettivo, siamo noi.
Provate a dire di no.

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