Dopo le stagioni della rivoluzione dei nostri padri sentiamo ancora l'insoddisfazione, il vuoto e il bisogno di progresso. Il nostro osservare non può che portarci alla critica, alla reazione nei confronti della conformazione, dell'appiattimento, dello stordimento collettivo. Tutta la ricerca, la fatica e la scoperta sono messe da parte, tutta l'intelligenza è umiliata e in nome di una cultura popolare demenziale e massificata, tutta una civiltà si svuota. Non è solo una questione italiana, non potremmo guardare all'estero per ispirarci al progresso poiché tutto è svenduto, mercificato e mortificata risulta l'intelligenza umana, oppressi gli istinti di conoscenza, di scoperta e di evoluzione. Non ci soddisfano i contemporanei intellettuali ed artisti tenuti a galla, poiché alimentano il torpore. Vogliamo risvegliare i sensi delle persone, alimentando la passione attraverso tutte le espressioni dell’Arte, stuzzicare le menti che giorno dopo giorno sono costrette dall’abitudine dentro ampolle afoniche ad accontentarsi, mortificate da una televisione ormai teatro di buffonerie e propinatrice di valori pacchiani, inutili e falsi. Vogliamo evidenziare la differenza tra guardare ed osservare, sentire ed ascoltare, restituire al movimento la curiosità ed il desiderio di uscire di casa per riscoprire l’uso dello spazio pubblico come ambiente di fertile scambio socio-culturale. Alla musica il suono, alle parole il significato, all’Arte la sua espressione.
¿Manifesto?
1 - Proponiamo l'artista come figura sociale: l'artista dev'essere partecipe della società analizzandone le dinamiche e offrendo un contributo alla sua evoluzione. 2 - Proponiamo l'arte come scienza, con una sua autorevolezza come strumento di conoscenza. 3 - Consideriamo il dubbio una risorsa. 4 - Proponiamo la riscoperta degli spazi pubblici come luoghi d'espressione e di scambio culturale. 5 - Non consideriamo l'arte un prodotto creato per soddisfare le logiche di mercato. 6 - Crediamo nella profonda differenza tra cultura e intrattenimento, e nella prima confidiamo. 7 - Disconosciamo la cultura come strumento politico e di potere. 8 - Riteniamo vitale il liberarsi dai simboli che formano l'immaginario collettivo. 9 - Riteniamo fondamentale per l'espressione, la comunicazione e la comprensione del mondo circostante, restituire il giusto peso alla parola.
1 commenti:
Il Malpensante c'era!!!!
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