A oggi è tra i progetti dell'umanità l'estensione della democrazia e dei diritti al mondo animale? Certamente siamo nell'ottica di estendere la democrazia al mondo natuale in sè, come tutt'uno (o meglio lo siamo di più rispetto al passato), vedi i provvedimenti a tutela dell'ecosistema. Questo però sta avvenendo perché si è reso necessario, perché direttamente legato alla nostra sopravvivenza come specie. Pochi, pochissimi hanno però accettato l'idea di includere gli animali nei diritti universali che solitamente si attribuiscono all'uomo. Non è passato molto tempo dalla notizia dell'estensione, da parte del parlamento spagnolo, di alcuni diritti umani agli scimpanzè. Questo è un sintomo: qualcuno comincia a interrogarsi, forse inizialmente per un principio di immedesimazione nelle sofferenze e nell'esistenza dell'alterità animale.
La cattura, l'uccisione, la deportazione, lo sterminio, l'estinzione, la prigionia, il commercio degli animali sono in piena regola persecuzioni di altre razze (in questo conteso il termine "razza" è appropriato, ma solo in questo). I presupposti ci sono: specie viventi, in grado di comunicare, con un'intelligenza, riunite in gruppi con sistemi alimentari, con gerachie e vera e propria organizzazione politica (esistono sistemi di potere, nei branchi ad esempio) vengono perseguitate. Abbiamo a che fare con dei popoli, è bene che questo cominci a essere discusso. Il mondo animale non è in grado di comunicare con noi, nè ha i mezzi per imporsi su di noi, altrimenti i loro diritti gli avrebbero pretesi: è impensabile che chiunque possa articolare la propria esistenza non cerchi un metodo per sottrarsi da un sopruso, e questo nella misura in cui è possibile, di già avviene. Dunque, se l'uomo si ritiene così superiore, nella sua intelligenza, civiltà e tecnica, non dovrebbe avere problemi ad assumersi la responsabilità di regolamentare i suoi rapporti con il mondo animale oltre che con quello naturale in genere.
Chi ha la fortuna di convivere con un animale, nei casi in cui non si trovi in uno stadio di asetticità morale, riesce a raggiungere con questo un'empatia tale da permettergli di comprendere come possa essere folle ad esempio ucciderlo e nutrirsene. Perché allora limitarsi a credere che sia solo il proprio cane, gatto o cos'altro a vivere la propria esistenza con intensità tali da renderlo (come spesso si sente dire) "quasi umano" se non "umano", in una definizione limitante o quantomeno inappropriata, se non totalmente fuori luogo. La loro esistenza infatti ha senso in sé, in quanto esseri con delle proprie caratteristiche.
Insomma, tra le grandi questioni che si presentano a questo punto del progresso umano, oltre ai diritti umani, oltre che al rispetto della natura e ai problemi della convivenza con questa, vanno fatti i conti anche con gli altri esseri in diverse e variegate forme intelligenti, che popolano il mondo. Abbiamo le risorse per comprendere e risolvere i problemi alimentari, abbiamo l'intelligenza politica per elaborare le forme dei diritti e della convivenza. Perchè non farlo, dove sono i motivi contrari? A favore dell'estensione dei diritti c'è un semplice ragionamento: qualsiasi essere sia in grado di percepire, proprio in senso ricettivo, una qualsiasi forma di violenza o di limitazione ha dei diritti. Dunque dobbiamo chiederci:
Sono in grado di percepire dolore fisico?
Sono in grado di percepire sofferenze psicologiche?
Risentono delle limitazioni della libertà?
Comunicano?
Hanno dei legami tra loro?
E via dicendo. Le risposte descrivono un mondo, quello animale, che ha diritto alla dignità e alla vita quanto quello dell'uomo, poiché è ricco, complesso e intenso quanto quello che viviamo noi. In altre parole, sono cittadini anche le altre forme di vita che popolano una determinata area geografica.

1 commenti:
Grazie. Di cuore.
Rispondo sì a ciascuna domanda. Mi procura profonda sofferenza la pretesa superiorità dell'uomo, da parte di alcune religioni, per via dell'esistenza dell'anima. Io la chiamo vita: e vita sia, allora, dall'inizio alla fine, per ogni forma di "esistenza".
Posta un commento