mercoledì 17 marzo 2010

¿COSI' MUOIONO I SOGNI di Francesco Consumi?


Carri armati non solo sovietici invadono Praga, un uomo si appicca in mezzo alla piazza senza far rumore e altri uomini corrono vicino a scaldarsi. 
John Winston Lennon cade assassinato in una notte di dicembre davanti casa sua e l'unica cosa che fa musica sono i nastri sulle scale e tutti i silenzi di Mark David.
Caniggia anticipa Zenga e Ferri e pareggia.
Poliziotti vestiti da ballerine fanno irruzione nella mia casa ed escono sollevandomi come trofeo di guerra.
Un'infermiera stringe la mano a Diego Armando mentre lo porta nella sala antidoping dopo Argentina-Nigeria.
Una  quasi ragazza dai capelli d'oro e le labbra lucide guarda improvvisamente nel vuoto intorno marciapiedi e gente della domenica che riempiono di rumore le strade  e la testa, e in un secondo sfuocato due bambini crepano distrutti dalle parole senza che nessuno possa accorgersene o fare nulla.
L'Armata Rossa entra a Berlino perforando la porta di Brandeburgo come fosse burro sfuso mentre nel teatro imperiale della capitale d'Europa del 1950 si ascolta "La caduta degli dei" al buio e al freddo, perché non c'è corrente, fuori ragazzi in divisa regalano pasticche di cianuro e si pensa che il 1950 non arriverà mai.
Una dottoressa parla un linguaggio di un altro pianeta e si sforza di fare disegni mentre il mondo rimbalza nelle tempie incapace di entrarci come sempre aveva fatto e un piccolo falò dove buttarci interi album di fotografie improvvisamente mosse inizia a prendere corpo.
Una macchiolina invisibile sporca futuro e fogli bianchi e penso a tutti i posti che non vedrò e al posto bello e a un sacco di altre cose che credo di non ricordare, tipo la casa sotterranea di mia nonna, il giardino se così si poteva chiamare e tavolette di cioccolata superiore al latte dalla confezione viola e bianca.
Clessidre di aria si svuotano a velocità mostruosa fregandosene se non mi accorgo di loro mentre il sole scende sotto l'Arno e a Stoccolma non l'hanno visto in tutta la giornata.
Babbo Natale si impicca in preda a una convulsa crisi depressiva e i folletti si guardano e sanno che non potranno fingere e mentre qualcuno di loro pensa che si dedicherà a qualche stupido hobby scompare senza essere mai scientificamente esistita l'attesa che penetrava l'aria dei miei inverni.
Dean Moriarty che crolla sui binari,bagnato da una notte come tutte solo che stavolta cade la pioggia sul Messico e la festa è lontana una vita fa e il resto è solo purissima dolcezza.
Una porta è chiusa e non riesco a forzarla e improvvisamente mi sento debole e inutile.
Un giudice senza orecchie censura un verso di una canzone di De Andrè e tutti si ricordano di colpo che il mondo non si può cambiare.
Kurt Cobain si arrende all'inutilità del tutto nello stesso anno di grazia in cui Hank Chinasky si arrende alla logica e si addormenta incapace di credere come sia potuto arrivare fin là.
Una camera schizzata di sangue ovunque mentre un bambino continua a dormire ed è in un altro mondo mentre si cerca di salvare la fine da se stessa e lui continua a dormire e non può accorgersi di niente e un peluche lasciato fra le braccia di chi dorme nel letto di cenere senza saperlo sparisce dalla circolazione per sempre.
Un castagno centenario improvvisamente stanco cade di colpo sulla terra sbarrando sentieri e la vetta diventa irraggiungibile mentre gli uccelli continuano a cantare.
Due occhi pulsanti fissano altri due in una sfida a tutto ciò che c'è mentre la città intorno aspira gente e vita consumata ma nella sua  mano c'è ne è un'altra che la stringe di troppo e non ci si può far niente e qui è un aborto della realtà seppellito in una bara bianca.
Un viaggiatore senza patria dopo aver attraversato pezzi di mondo e stagioni ha improvvisamente nostalgia del caldo della casa che non ha.
Li Po che mentre l'acqua entra nei polmoni non sa se provare a nuotare o stare fermo e pensa che valeva la pena di provare a accarezzare la luna dimenticandosi per un micidiale secondo che non si può.
Castagne cadono mature sulla terra ingiallita dai rami sospesi nel vuoto e tutto intorno sembra voler unicamente riposare accarezzato dal vento freddo.
Il fiume invade Firenze mangiando ponti e strade centenarie proprio mentre la mia bisnonna muore di vecchiaia per uno scherzo del destino insieme a tanta altra gente, separata dalla realtà da un vetro straripante
di acqua purissima.
Tutte le cose non dette giacciono stordite galleggiando nell'aria, evocando i tempi in cui sarebbe bastato aprire bocca e cervello, ma così non è stato e ormai è solo polvere su vecchie immagini sbiadite. E tutti gli echi di pacifiche battaglie perse senza esser mai state combattute risuonano in un unico immenso silenzio cavalcato dal vento.
Un muro spacca l'Europa e un bambino si accorge di aver lasciato il suo unico giocattolo dalla parte opposta. 
Gocce di pioggia pesante come piombo bucano sfiorandola l'aria di Lisbona mentre crepano in un corpo almeno 5 persone.
Charles Baudelaire scivola sulla scalinata di una chiesa come tante,nel mondo rimbomba il rumore di mille penne di ghiaccio che cadono spezzandosi sulla pietra e improvvisamente non riesce più a muoversi e le parole iniziano il piano di evacuazione dalla sua anima e non resta che bestemmiare per far impazzire le suore.
Il mio invisibile letto dove consumo le ultime ore incapace di ricordarmi se davvero c'è stato anche solo un frammento di passato dentro il quale respiro le ultime schegge di tempo corteggiando l'ultima volta
di tutto quello che non c'è mai stato, cercando dappertutto sensazioni di immortalità dimenticate molto simili alla felicità.
Il conte Mascetti paralitico, il primo aereo che cade, tutti gli insuccessi che la storia non ha mai saputo, il primo desiderio dell'uomo bruciato dalla realtà, Adriano che pensa che un giorno Roma cadrà, perchè tutto finisce e pensa a come potrà mai essere e se lui ci sarà.
Un uomo in una piazza come tante, sfumata da un giorno come tanti, fra le tante vite e combinazioni che si sfiorano rifiutandosi o cercando di conoscersi, sfiora con lo sguardo un cavallo maltrattato sente male lì, all'anima come altre volte ma più di prima, e impazzisce. 
Un seme che ho perduto, scrivendo, l'altro che mai pianterò e quello che infine non nascerà, un puzzle incompleto della Natura fortuna che può far a meno di quasi tutti.
Un angelo svampito chiuso dentro un vicolo buio che vende le ali in cambio di una dose per non pensare a tutta la depravata disperazione che c'è, mentre piove su tutto il mondo.
Bandiere senza colore sventolano da ogni balcone e si cantano inni muti e tutta la notte diventa immobile e sono tutti pronti a giurare che è sempre stata così e non riesco a far più niente di lei e di me e mi piego sulle mie ossa continuando a camminare sforzandomi di tenere la testa alta solo che non so più che fare e spero che arrivi qualcuno a darmi una mano e tutta l'aria ricominci a sfumare incastrandosi nei tetti, ma poi mi ricordo che non siamo in un film e nessuno arriverà.
Musicisti sordi che non ricorderanno i loro capolavori e generali in tempo di pace. Sirene che stuprano il silenzio, proprio quando si avrebbe bisogno di lui, Beetohoven costretto a ascoltare il silenzio, se ne innamora.
Una bambina che in un secondo fragile come un soffio in un tornado viene assalita da tutto il tempo che l'aveva solo sfiorata e diventa vecchia davanti a ogni specchio mentre un'altra sente la stanchezza dell'ammirazione e si chiude dentro una stanza a caso ad attendere che il miracolo della bellezza muoia per dire che non c'è mai stato.
Una penna che si rompe e le parole scioperano rifiutando di uscire dalle stanze oscure per celebrare se stesse.Oggi sarà un giorno di pesantezze e vuoti regalati.
Una stanza vuota che mai avresti aspettato, mentre sfuma il riflesso di un altro pomeriggio semplicemente stanco e c'è un cassetto vuoto o quant'altro a nascondersi chissà dove e non resta che riconoscere che davvero tutto può succedere ed è sempre stato così.
Una camera d'opsdeale dove l'aria pesa e il sole non arriva, quindi sarà buia per sempre.
Dio che dopo aver creato tutto si sente stanco e svuotato e smette di guardare giù lasciando qualcosa che cresce e un sacco di orfani incapaci di accettare che passeranno il tempo a crealo e adorarlo.

e nessuno deve mai scordarsi che le cose sarebbero potute andare sempre e comunque diversamente












(ma, per un motivo che non so, sono andate così)



11 commenti:

Anonimo ha detto...

Avrei potuto continuare in eterno. Certo le virgole sono messe un pò come venivano e certe parole si ripetono nella stessa frase e alcuni periodi sono forse esageratamente malinconici cupi e pesanti.
Ma alla fine non mi dispiace. Avrei dovuto scorciarlo. E la foto che ha messo colui che ha deciso di pubblicare questa roba è meravigliosa, non so dove l'abbia pescata ma le foto spesso sono il pezzo forte del blog.
Il punto è questo.
Dilinger crivellato di colpi da federali scrupolosi all'uscita di un film di gangster solo perchè ha il torto di avere accanto una donna vestita di rosso, ma intanto i debiti sono stati bruciati.
La scatola cranica di Allende che vola nell'ufficio mentre il palazzo è assediato e c'è più ben poco da fare se non consegnarsi con le scarpe in mano alla Storia.
Il punto,dicevo,è questo: perchè ognuno non scrive la sua personalissima versione di morte di un sogno? Dopo roba così vale tutto. Secondo me potrebbe venir fuori qualcosa di interessante.
Una gigantesca lapide a memoria di tutti i sogni crepati.

Anonimo ha detto...

Forse perchè per fortuna su questa terra c'è anche chi pensa positivo?

Anonimo ha detto...

"pensa positivo". Deprimente...
R

Anonimo ha detto...

Infatti. Sembra proprio un blog di gente depressa. Dovrebbero curarsi in altri modi piuttosto che sfogarsi in blog tristi come questo.

Anonimo ha detto...

Veramente intendevo deprimente il "pensa positivo".
R

Anonimo ha detto...

puoi sempre gustarti un blog di barzellette e poi un altro che te le spieghi. e poi la cura è scrivere. e poi noi siamo allegrissimi. ci ritroviamo spesso e ci scambiamo le foto che scattiamo ai vari funerali ai quali assistiamo nel corso della settimana, in commossa disparte e sentita partecipazione. E commentiamo la qualità della bara, le musiche, le lacrime dei parenti. Poi ci scoliamo dell'ottimo sciroppo per la tosse e generalmente finiamo la serata a vomitare in una discarica distrutti dal dolore di vivere in un mondo di gente che legge,pensa e commenta in sistema binario.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
lentiggine blu ha detto...

Vedere tanti cadaveri di sogni tutti in un unico mucchio è tremendo, è vero, ma ancora più tremendo è il grigiore dell'anonimato, con tutto il rispetto per la libera autodeterminazione nell'esporre o meno la propria identità.
Francesco Consumi potrebbe diluire un poco l'amarezza, magari spezzettando il messaggio o facendo finta di nulla oppure non dicendo alcune verità o, ancora, con qualche bugia. Gli si allungherebbe il naso come a Pinocchio, ma c'è sempre la Fata Turchina che chiama i corvi per farglielo rosicchiare e tornare come prima ( o sono picchi)... e poi si ricomincia a sognare...gustando un buon Chianti come antidoto per la tosse e i mali pensieri. E se creperanno anche i nuovi sogni, ne sogneremo altri.

Anonimo ha detto...

Finche' i sogni muoiono è comunque una buona notizia, significa che ci sono stati e sono stati concepiti da un inconscio che come tale è potenzialmente
infinito. Significa che erano vivi e come tutte le cose vive hanno avuto
il loro ciclo vitale di nascita crescita e fine.
I sogni di solito muiono nell'utero a contatto con la Realtà. Tranne quelli
così potenti da trasformare la Realtà in se stessi.
Mi rendo conto di apparire come un depresso represso in verità ho solo l'anima impregnata di muffa.

L'antologia urbana ha detto...

si potrebbe scrivere un trattato sui sogni, su quelli indotti e su quelli umani e storici. Ma chi conosce la differenza tra sogni autentici, figli delle idee, e sogni sedativi, figli del potere?

Anonimo ha detto...

I sogni figli del potere sono incubi